
Per oltre un secolo siamo stati vittime di una narrazione scientifica errata. Ci hanno insegnato a
demonizzare i grassi saturi e a considerare il colesterolo come il nemico pubblico numero uno del
nostro cuore.
Oggi, grazie alla medicina funzionale e a recenti studi clinici, posso finalmente aiutarvi a fare
chiarezza: il vero colpevole non è il grasso, ma lo zucchero.
Cosa Succede Davvero nel Nostro Fegato? (Il Mito dei Grassi Saturi)
Voglio iniziare smontando un tabù: raddoppiare o triplicare i grassi saturi di alta qualità nella
vostra dieta non ha un impatto automatico sui grassi saturi nel sangue (o se lo ha, è solo in minima
parte).
Com’è possibile? Perché la maggior parte del colesterolo e dei grassi che circolano nel flusso
sanguigno viene prodotta direttamente dal nostro fegato attraverso un processo chiamato
lipogenesi.
E indovinate qual è l’interruttore che accende questo processo? I carboidrati e gli zuccheri
raffinati (e l’infiammazione che scatenano).
Un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Ohio ha condotto uno studio illuminante su un gruppo
di persone in sovrappeso e con glicemia tendenzialmente alta, testando diversi regimi alimentari:
Fase A (Più grassi, meno carboidrati): Aumentando i grassi saturi da 46g a ben 84g al
giorno, i livelli ematici di grassi saturi nei partecipanti sono rimasti invariati.
Fase B (Più carboidrati, meno grassi): Aumentando i carboidrati da 50g a 350g al giorno, i
ricercatori hanno registrato un’impennata drastica di grassi saturi nel sangue, in particolare
di acido palmitico, il precursore di trigliceridi e colesterolo cattivo. Il fegato produceva
questi grassi nocivi anche mentre i partecipanti perdevano peso.
I grassi saturi sono innocui, se non addirittura benefici, se inseriti all’interno di un regime
alimentare ipoglicemico. Al contrario, se abbinati a una dieta ricca di carboidrati, generano un
disastro cardiovascolare.
Vi invito a superare l’ossessione medica di dover ridurre il colesterolo LDL a tutti i costi attraverso
l’uso delle statine (farmaci purtroppo ricchi di importanti effetti collaterali).
LDL non è cattivo in sé. Ciò che conta è la sua dimensione:
Dieta ricca di grassi sani: Produce particelle di colesterolo grandi, soffici, leggere e
totalmente innocue.
Dieta ricca di zuccheri e carboidrati: Modifica la struttura dell’LDL, trasformandolo in
particelle piccole e dense (e ossidate). Questo profilo lipidico viene definito aterogenico:
sono proprio queste minuscole particelle a infilarsi nelle arterie, a ossidarsi a causa dello
stress ossidativo e a creare le pericolose placche.
Il colesterolo interviene come un “cerotto” per riparare l’infiammazione dei vasi, ma se le
particelle sono piccole e ossidate (spesso a causa di un eccesso di grassi Omega-6 instabili o
rancidi), il cerotto si trasforma in un pericolo.
I Parametri che vi Consiglio di Controllare
Quando analizzate i vostri esami del sangue, vi suggerisco di non guardare solo il colesterolo totale
e l’LDL, ma di valutare questi rapporti strategici:
Trigliceridi: Idealmente inferiori a 100 mg/dl.
Rapporto Trigliceridi / HDL: Idealmente inferiore a 2.
Ora parliamo di alimentazione: zuccheri e carboidrati aumentano infiammazione e colesterolo.
Quindi?
Non vi sto certo suggerendo di iniziare a mangiare carne cinque volte a settimana. Vi invito invece
a una profonda riflessione sul consumo di farine bianche, zuccheri raffinati e sciroppo di mais (il
fruttosio industriale isolato dalle fibre è il carburante principale della lipogenesi epatica).
Ecco i pilastri del piano alimentare che vi consiglio di adottare per tutta la vita:
Cibi da Promuovere in Abbondanza
Verdure di ogni colore: Con una netta preferenza per la verdura verde in abbondanza,
soprattutto la sera, per il suo straordinario effetto alcalinizzante.
Grassi di alta qualità: Olio EVO, frutta secca, semi e burro chiarificato (Ghee), una fonte
preziosa di vitamina A e carotene che protegge le cellule e non aumenta il colesterolo.
Proteine pulite e moderate: Se mangiate carne, vi consiglio esclusivamente quella da
pascolo (grass-fed), priva di antibiotici e ormoni.
Pesce piccolo e azzurro: Sgombro, sarde, acciughe o salmone selvaggio. Vi invito a evitare i
pesci grossi (tonno, spada) a causa dell’accumulo di mercurio e metalli pesanti.
Legumi e uova: I legumi sono ottime fonti di fibre. Le uova (fino a 4 a settimana) sono
sicure e benefiche, purché biologiche e ricche di Omega-3.
Cereali limitati e Gluten-Free: Se tollerati, vi consiglio di non superare i 70g al giorno di
cereali rigorosamente senza glutine, poiché il glutine contribuisce all’infiammazione
sistemica e ai disturbi tiroidei.
Alimenti da Eliminare Tassativamente
Vi consiglio l’eliminazione totale di tutti i prodotti preconfezionati e conservati: sciroppo di mais,
dolcificanti sintetici, grassi idrogenati o trans (margarine, oli di semi vari, colza), farine raffinate,
succhi di frutta e bibite gassate. Se desiderate dolcificare, potete concedervi la stevia o
piccolissime quantità di miele o sciroppo d’aceto/acero.
Il cambiamento e la salute metabolica iniziano quando decidete di lavorare in armonia con la
vostra biochimica. Spero che questo viaggio nei più recenti studi di medicina funzionale vi sia utile
per rivoluzionare le vostre abitudini.
Sperimentate questo approccio, riducete gli zuccheri, date spazio ai grassi sani e poi fatemi sapere
nei commenti o in privato quali incredibili cambiamenti avete notato nei vostri livelli di energia!

